I Cantuccini ( se volete con il Vin Santo !)

By / 3rd aprile, 2018 / Appunti di Viaggio / Nessun commento

Sapevate che i cantuccini toscani, secondo un recente sondaggio, risultano al terzo posto mondiale fra i biscotti più amati e conosciuti? La consacrazione ufficiale dei Cantuccini Toscani si trova nel dizionario dell’Accademia della Crusca, che nel 1691 ne delineò una definizione precisa:“biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d’uovo”. I primi cantucci del tempo erano prodotti a Pisa, mentre le mandorle entrarono a far parte degli ingredienti ufficiali solo in un secondo momento, fino a divenire un elemento caratterizzante dalla metà dell’Ottocento. Siete pronti a prepararli insieme a noi . Non è poi cosi difficile:

Ingredienti per circa 30 cantucci

Zucchero 180 g – Uova biologiche 1 – Ammoniaca per dolci 0,5 g –Farina 00 265 g –Mandorle 110 g –Marsala o altro vino liquoroso 10 g –Scorza d’arancia ½ –Sale fino 1 pizzico –Burro a temperatura ambiente (morbido) 30 g

Per preparare i cantucci, cominciate ponendo in una ciotola lo zucchero e unite l’uovo con un pizzico di sale. Mescolate con una spatola; non c’è bisogno di sbattere, ma solo di sciogliere bene i cristalli. A parte, in un’altra ciotola, unite la farina e l’ammoniaca per dolci Mescolate e unite gli ingredienti secchi al composto di uova e zucchero. Amalgamate e unite anche il burro morbido. Impastate con le mani, aggiungete anche le mandorle, poi profumate con il marsala e la scorza grattugiata di mezza arancia non trattata. Impastate fino a far incorporare bene tutti gli ingredienti all’interno dell’impasto, quindi formate un panetto e trasferitelo sul piano da lavoro. Dividete il panetto in due parti uguali e ricavate da ciascuna un filoncino lungo e piuttosto stretto. Disponete i filoncini ben distanziati su una leccarda ricoperta di carta forno (non c’è bisogno di appiattirli, avverrà naturalmente in cottura). Spennellate i vostri filoncini con il tuorlo d’uovo sbattuto   Cuocete i filoncini in forno statico preriscaldato a 200° per 20 minuti, quindi sfornateli e lasciateli intiepidire pochi minuti. Quindi, con un coltello dalla lama seghettata, tagliate il filoncino leggermente in diagonale, creando dei cantucci di circa 1,2 cm di spessore. Disponeteli nuovamente sulla teglia coperta di carta forno e tostateli in forno statico preriscaldato a 160° per 18 minuti. Sfornate i vostri cantucci e lasciateli raffreddare prima di gustarli…accompagnati da un bel bicchierino di vin santo! PERCHE L’INZUPPO E’ FONDAMENTALE

 

Spaghetti ai ricci di mare

By / 26th maggio, 2015 / Experiences, Food / Nessun commento

Una prelibatezza non sempre disponibile se si vuole mangiare il sugo ai ricci di mare freschi ! Sono tipici della stagione estiva, quando i ricci si raccolgono freschissimi lungo le coste. Fuori stagione si può ricorrere al prodotto surgelato …. ma perche ??? ogni stagione ha le sue leccornie.

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Il Cacciucco tra storia e leggenda

By / 25th maggio, 2015 / Experiences, Food / Nessun commento

Le origini del Cacciucco alla livornese si perdono nella notte dei tempi: sembra proprio che il più tipico piatto livornese abbia addirittura origini fenicie. E’ uso comune chiamarlo anche caciucco, con notevole disapprovazione dei livornesi, che sostengono che questa parola vada scritta con cinque “c”. Cosa certa è invece che questo piatto, realizzato con gli “scarti”, ovvero con i pesci meno pregiati, fosse preparato nelle galere cinquecentesche per sfamare i vogatori alle catene.

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Il castagnaccio

By / 18th luglio, 2014 / Experiences, Food / Nessun commento

La Toscana è famosa anche per la sua cucina e per i suoi vini. Ogni città ha le sue tradizioni culinarie. Qui a Livorno non perdetevi il Caciucco, le acciughe alla povera , gli spaghetti al riccio di mare e soprattutto il Ponche .

Sapremo darvi numerosi consigli per scegliere il ristorante giusto in base ai vostri gusti.
Ed inoltre vi aiuteremo nei vostri acquisti, qualora voleste portarvi a casa i sapori tipici della nostra terra, quali olio di oliva, vino, prosciutto crudo e pecorino.

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